Gallinari Gioielli | Smeraldo
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Smeraldo

Smeraldo

smeraldoLo smeraldo è la varietà verde del berillo e deve il suo colore alla presenza di elementi cromofori: il cromo e il vanadio. Come per altre pietre preziose gli smeraldi sono classificati in base a precise caratteristiche: colore, taglio, integrità e trasparenza.

La tinta ideale dello smeraldo è quella in cui si ha un giusto equilibrio tra colore e trasparenza. Infatti, la predominanza di uno di questi due fattori rende la pietra o troppo cupa e priva di vita, o troppo pallida e senza “personalità”.

Il verde dello smeraldo, enfatizzato ed ammirato fin dai tempi degli egizi, è senz’altro uno dei colori più graditi. E’ stato considerato, il simbolo della bellezza, della fede e, tra le altre proprietà, gli era stata conferita anche quella di svelare la fedeltà o meno di una persona. I romani credevano anche che lo smeraldo ritemprasse la vista e si narra che l’imperatore Nerone utilizzasse una lamina di questa gemma come lente per osservare i combattimenti dei gladiatori.

I primi smeraldi conosciuti vennero estratti nell’Alto Egitto e furono per secoli un vanto, quale ornamento esclusivo dei faraoni.

In età romana cominciò ad essere sfruttato quello che può essere considerato l’unico giacimento di pietre preziose di buon livello dell’Europa occidentale: la miniera di Habachtal, nel Tirolo austriaco. La scoperta dell’America rivoluzionò il mercato degli smeraldi. Quando gli spagnoli assoggettarono le popolazioni andine, entrarono in possesso di numerosi smeraldi di bell’aspetto, di cui, però, non riuscivano a conoscere la provenienza. Neanche con le maniere forti furono in grado di ottenere queste informazioni ed anche le ricerche furono vane in quanto i locali avevano nascosto con cura tutte le tracce delle miniere. Solo nella seconda metà del XVI° secolo furono riscoperti per caso i giacimenti dell’area di Muzo, in Colombia, da cui ancora oggi proviene una buona percentuale della produzione colombiana.

Giacimenti di smeraldo sono noti in tutti i continenti, ma il Sud America è stato per molti anni il maggior produttore del mondo. Anche il continente africano è molto ricco di smeraldi. Attualmente i depositi di smeraldi africani più noti si trovano in Egitto, Nigeria, Tanzania, Mozambico, Zambia, Madagascar, Zimbabwe, e Sud Africa. Solo due, di questi otto paesi, sono tuttora importanti produttori di smeraldi: lo Zimbabwe e Zambia.

I più bei smeraldi comunque provengono dalla Colombia: da Muzo, che è la miniera più importante per materiale di buona qualità, e Chivor.

Gli smeraldi, come altre gemme, possono aver subito i cosiddetti trattamenti migliorativi, cioè interventi da parte dell’uomo, al fine di renderli più belli. Ma attenzione! L’unico intervento ammesso è l’oliatura, l’olio penetra nelle microfessure quasi sempre presenti, e rende le pietre più belle a tutto vantaggio della luminosità e aspetto.

Lo smeraldo non è quasi mai puro e molto spesso presenta delle fratture che raggiungono la superficie esterna delle pietre tagliate. E’ norma ormai vecchia di decenni il trattarlo con vari tipi di sostanze fluide che nascondano, sia pure in maniera provvisoria, questi difetti. Il trattamento, ormai altamente perfezionato, viene effettuato in campane sotto vuoto a pressione e una certa temperatura, per far sì che il liquido penetri il più possibile in profondità. Ciononostante, gli oli usati con il tempo si essiccano evidenziando, sotto forma di linee o di superfici biancastre, le fratture che prima avevano nascosto. Vari sono i tipi di oli utilizzati: alcuni incolori, che perciò, rendono solamente meno evidenti le fratture; altri di colore verde, che contribuiscono anche ad aumentare la colorazione di pietre poco intense. Pur senza essere stata presa una decisione uniforme tra i vari laboratori, di norma nei certificati viene segnalato solo l’uso di oli colorati, in quanto modificano fraudolentemente la tinta finale della pietra.

L’unica valida imitazione dello smeraldo, oltre alle doppiette che venivano prodotte in tutti i colori, è stato per secoli il vetro. Basti ricordare che nelle raccolte vaticane esiste una collana di epoca romana formata da cristalli prismatici di smeraldo, con semplicemente le facce lucidate, in cui alcuni prismi sono stati eseguiti, già in origine, in pasta vitrea, poiché, probabilmente, l’orafo non aveva a disposizione cristalli sufficienti per completare l’oggetto.

Come ormai per tutte le altre gemme anche lo smeraldo è prodotto oggi sinteticamente, anche se va detto che, a causa della difficoltà di riproduzione della struttura e della composizione del berillo, è stato ottenuto solo negli ultimi decenni. Oggi non è difficile imbattersi in anelli con pietre di questo tipo. Fortunatamente gli smeraldi naturali hanno generalmente inclusioni tipiche e diverse da giacimento a giacimento, per cui il riconoscimento da parte del gemmologo risulta di norma abbastanza semplice.